Materie prime in esaurimento: riciclare

La corsa al hi-tech e a dispositivi elettronici sempre più performanti potrebbe finire per problemi di reperibilità di materie prime.

Lo evidenzia uno studio della Yale School of Forestry & Environmental Studies, secondo cui è necessario riciclare elementi come cromo, tungsteno e tantalio dai dispositivi tecnologici in disuso.

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"Alcuni metalli sono disponibili quasi interamente come sottoprodotto. Non si possono estrarre appositamente ed esistono in piccole quantità", ha affermato Thomas Graedel  autore del rapporto pubblicato su Pnas.

Il tutto dipende fondamentalmente per i rischi di disponibilità, come per gallio e selenio, o per limiti normativi di approvvigionamento, come per il cromo, il nubio e il tugsteno.

Ci sono poi fattori ambientali che riguardano i materiali della classe del platino, come l'oro e fattori geopolitici, per esempio  il 90-95% delle terre rare usate nel mondo viene dalla Cina, e buona parte del tantalio usato in elettronica proviene dal Congo politicamente instabile. Per altri invece cosa più grave e la mancanza di sostituti adeguati come  l'indio, presente nei display di pc e smartphone.

La soluzione è dunque riciclare. "Molto di ciò che rende difficile il riciclo di questi materiali è il design dei dispositivi", spiega Graedel. "I risultati dello studio inviano un messaggio ai progettisti: dedicate più tempo a pensare a cosa accade quando i vostri prodotti vengono gettati via".

 

   

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